CIMINNA (PA)

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Storia, arte, tradizione, costume, usi, verde, sole.......
Parte I Cap1
oom:MemorieDocumenti1911.
 

Canti e leggende

Usi e costumi di Ciminna

Dr Vito Graziano

Pubblicato MCMXXXV

Parte prima cap.1

Etimologie toponomastiche

1. Importanza storica dell' etimologie toponomastiche.2. Etimologie derivate dai nomi di proprietari. - 3. Etimologie derivate da chiese. - 4. Etimologie derivate dalla configurazione o dai caratteri fisici delle contrade. - 5. Etimologie derivate dai prodotti del suolo. — 6. Etimologie derivate da particolarità varie. — 7. Etimologie di origine araba.
1. La toponomastica è lo studio storico e linguistico dei nomi che si fissarono ai luoghi attraverso ai tempi, e giova alle storie particolari, o piccole storie come le chiamò Carducci.
In Sicilia la toponomastica ha molta importanza, perché nei tempi passati la sua popolazione era composta di molti elementi eterogenei, che lasciarono tracce nei ricordi toponomastici dei suoi ferri tot i, nei quali a breve distanza fra loro si riscontrano nomi greci e latini, arabi e normanni e di altri popoli che abitarono l'isola.

2.La maggior parte dell' etimologie del territorio di Ciminna sono derivate dal nome di qualche proprietario della contrada. A questo gruppo appartengono : Tudisco (in pronunzia locale Turiseli), Cerami (durami), Villafranca (Bellafranca), Sutéra, Castelluzzo, Cercaci, Veca (ficca), Lauro, Passo di Cuti, (Passulicuti), Bardare, Pistolena, Salònia, Gnavita, Piano di Cataldo (Chiami di Cataviru), Fagiana (Fasciano), Scorsone, Maragliano, Valle di Pollicino, Isola di Agozzino.

3.Alcune contrade prendono il nome da qualche chiesa esistente in esse e sono le seguenti : Nunziata, Cozzoferrato (Cozzufirratu), S. Vito, S. Nicasio, Loreto, S. Filippello, S. Pantaleo, Santa Ana-nia (Santalania), Santa Rosalia, S. Michele, S. Antonio e S. Nicolo.

4.Altre prendono il nome dalla loro configurazione o dai loro caratteri fisici 1 e fra queste sono da notarsi: Serre, Pizzo, Chiarchiaro (luogo petroso), Valle Grande, Fiume, Sotto le Timpe, Pianotta (Chianotta), Santa Caterina Soprana, Santa Caterina Sottana, Tenello (Tineddu) luogo avvallato a forma rotondeggiante, Timpa di Sant 'Antonio, Le Rocche (luogo con molto rocce a base di solfato di calce), Roccazzo, Ficiligni (terre molto compatte e miste a ciottolini), Seggio (luogo elevato donde si gode il panorama del paese), Portella di Cernuta e Portella di Santa Caterina, Cernuta, (sdrnuta da scinnula o scenduta)
(1) Conveniunt rebus nomina saepe suis. Questo verso si trova in un poemetto latino d' incerta data, dal titolo De Paohno et Folta del quale sarebbe autore un Riccardo di Venosa.
5.Le contrade che prendono il nome dai prodotti del suolo sono : Ginestra, Pirato, Serra di pira, Pero Rosso (una varietà di pere), Pirani (peri selvatici), Mandorle Amare, Noce e a Apurchiarola, che nelle scritture più antiche è chiamata Aprocchiarola e abbonda di aprocchi (Centaurea Calcitarapa L.).

6.Vi sono poi delle contrade, che prendono il nome da particolarità varie. Così Ciaramitaro (Sciaramiraru) chiamasi in questo modo, perché anticamente vi erano forni di creta cotta, e poiché vicino ad essi restavano dei cocci (sciaramiti), il luogo prese tale nome. Benefizio, perché vi gravano dei canoni che formano il beneficio fondato nel 1625 nella cappella di Santa Rosalia dentro la Madrice. I nomi di Fontana del Re, Ruggeri e Contessa si devono, secondo la tradizione, al fatto che quando il Conte Ruggero prese d'assalto l'antica Ciminna, bevette alla detta fontana e assegnò un feudo alla moglie. Contessella fa parte della contrada Contessa, della quale è più piccola. Portella di Gallo deve il suo nome alla tradizione, la quale narra che nel secolo XV11 vi fu ucciso un individuo chiamato Gallo, onde per sua memoria vi fu edificata una cappelluccia, che esiste tuttora. Pizzo della Monica deve questo nome alla leggenda di una monaca, destinata a guardare un te­soro nascosto e comparsa, secondo la credenza del popolino, ad alcune persone. Chiusa, detta anticamente Chiusa di Cascino, era unico fondo e significava podere. Chiusidda, altro podere più piccolo e confinante con quello. A (fumata, o Isola dell' Affamata, fa parte della contrada
Fiume e prende questo nome perché spesso vi si formano nebbie a terra (muffurale). Ponte ha questo nome per 1' esistenza di un ponte che serve al passaggio del torrente Marrana. Pozzillo deve certamente il nome all'esistenza di qualche antico pozzo, ora scomparso. Canalotto deve la sua denominazione alla sorgente omonima.



7.Esistono infine, come in tutta la Sicilia, nomi di origine araba. Dobbiamo a G. M. Calvaruso la loro spiegazione etimologica, che egli pubblicò in un articolo intitolato « Etimologie toponomastiche siciliane », inserito nel Giornale di Sicilia n. 218 del 1911. 1 nomi locali che a lui sembrano nati arabi sono, oltre il nome del paese, i seguenti : Monte Rotondo, Feudaraso, Capra, Gasena, Galia, Ballaronza, Margio, Cassone, Russomanno, Marrana, Annegasardi, Cannatello, o Cannitello, Faruzzi e Vallone.
Pur riconoscendo una certa competenza al Calvaruso, mi permetto fare qualche osservazione, tratta dalla natura dei luoghi e da notizie locali. Il Calvaruso fa derivare Matritunno dall'arabo mudar («villaggio », « borgata », di cui esiste tuttora qualche avanzo) e dùm « basso », «inferiore»; quindi villaggio sottostante, che corrisponde alla posizione del luogo rispetto al vicino monte. Questa etimologia fu da me accettata e introdotta nel mio lavoro « Ciminna, memorie e documenti » pubblicato in Palermo nel 1911 presso lo Stab. Tip. Lao, ma io credo più probabile che il detto nome sia la lenta alterazione fonetica di Monte Rotondo, che negli atti pubblici più antichi, i quali rimontano al secolo XVI, è chiamato Monteritundo. La seconda parte « tunnu » è certo il cambiamento di tundo e la prima parte Mairi potrebbe derivare dalla sincope dell' e e dell' n e dal cambiamento dell' o in a. La sincope dell" e tra le lettere t e r si riscontra anche nella denominazione Santa Caterina, che in pronunzia locale si dice Santicatrini, e il cambiamento dell' o in a è frequente nel linguaggio del Paese, come per es. aricchia, Araziu, aceddu, ecc. invece di cricchia, Oraziu, oceddu ecc.
Seguendo il citato articolo del Calvaruso si trova : Feudarasu sic. Huararasu dall' arabo « fadùàrah » « sorgente d' acqua » « o fadà »
* Pianura » « o Kùarah » « contrada » « e ras » « sommità ». Questa Mimologia potrebbe esser vera, perché nella contrada esistono infatti Una sorgente di acqua, una pianura a una sommità ; ma io credo in­vece più veiisimile che la parola siciliana Quararasu sia 1' alterazione lenta di Feudarasu che nel secolo XV era la voce usata dal popolo, mentre quella delle scritture locali era Caldarasu, Faldaraso e Quadarasu. Infatti G. Luca Barberi a pag. 293 del suo Capibrevio, accennando alla detta contrada, dice che essa volgarmente si chiamava Feudarasu. Per quanto poi riguarda 1' etimologia di questa parola è chiaro che la prima parte feudo accenna al titolo della contrada e la seconda patte raso può derivare dall'arabo ras «sommità», e quindi feudo della sommità o nella sommità, dove si estende la maggior parte di esso.
Capra o Cabra, dall'arabo Quabr «tomba», «sepolcreto». Ma la contrada non si è chiamata mai cabra, ma capra e in pronunzia locale Crapa e, per quanto si sappia, non vi si è mai trovato alcun avanzo di sepolcri, quindi credo più attendibile la derivazione etimo­logica da qualche soprannome dei proprietari antichi.
Gaséna, sic. Aséna, dall' arabo hasanah (h col suono di una e gutturale incipiente) « eccellente » o hàsen ('h gutturale) « stretto », « angusto » « malagevole » parlandosi di luogo. A me sembra più pro­babile 1" origine della prima voce araba, perché la contrada è superiore alle altre per la fertilità del suolo. Essa oggi prende i nomi di Gaséna Rostagni e Gaséna Palmeri, perché il proprietario Barone Cupane com­prò parte delle sue terre nel 1814 da certo Pietro Rostagni e parte nel 1840 dagli eredi di Vincenzo Palmeri. 1
Porrazzi, sic. Purrazzi, dall'arabo baràz «campo», « vasto campo », « pianura senza alberi ». La contrada è invero pianeggiante, alquanto vasta e senza alberi. Però la detta etimologia è negata dal fatto che il nome è recente, poiché non si riscontra in atti anteriori al secolo XVIII, e la contrada faceva parte del feudo, chiamato anticamente Piani (Chiarii). La etimologia vera sembra quella derivata da una pianta che abbonda tuttora nella detta contrada e si chiama Purrazza (asfo­dèlo e in termine hot. aspohodelus L,.). Di fatti in alcuni atti si legge : in contrada delli 'Purrazzi e in altre, più chiaramente, delle Purrazze.
Galla sic. jìlia, dall' arabo 'haljà (h gutturale) « elevazione », « luogo alto ». La contrada, invece, è bassa, e contigua al fiume San Leonardo.
Ballaronza sic. Baddaronza, contrada e torrente, dall' arabo uàdi « fiume » e ronz invece di aroz o rozz « riso ». Fa parte di Gasena Rostagni e vi esiste il torrente, ma s' ignora se vi sia stato coltivato il riso.
Margio, sic. Margiu, dall'arabo marg « prato », « palude ». Que­sta etimologia risponde al vero, perché la contrada, fino a poco tempo addietro, era paludosa e restava spesso incolta per l' abbondanza delle acque.
Casu, antico casale, oggi Cassone, sic. Cassimi, dall' arabo Kàsì «allontanato», « fuor di mano», «inabitato» parlandosi di paese. Questa etimologia mi sembra poco accettabile, perché 1' antico Casale Casu, che corrisponde al casale Hasu, descritto nella geografia di Edrisi e poi tradotto nel latino Chasum in un diploma del I 182 non sorse mai, secondo ricerche più recenti, in quel luogo chiamato oggi Cassone. Quindi sembra a me probabile 1' etimologia derivata da qualche nome di (amiglia oggi estinta, poiché negli atti pubblici antichi si legge sempre in contrada di Cassone, mentre per gli altri si usava la preposizione articolata, come, per esempio, in contrada del Pirato.
Russumanno, sic. Russumannu, dall'arabo ruus « sommità », « alture» e mann «manna». Questa etimologia è negata dal fatto che la contrada si trova in un luogo basso rispetto al monte Pizzo, col quale confina, né vi è stata mai, per quanto si sappia, coltivata la manna. Anche questa contrada sembra derivata da un nome di persona, che secondo la tradizione fu un proprietario di essa.
Marrèna, dall'arabo morràn «frassino». Ammettendo il cambiamento dell' o in a, questa etimologia diventa molto probabile, poiché nella detta contrada esistono ancora tracce dell'antica cultura dei frassini,
Annegasardo, dall'arabo 'hayn «sorgente» e hàsar «povero», « difficile », « pericoloso ». Con questo nome s'intende un mulino, vicino al quale scorre un torrente che nei casi di piogge abbondanti è pericoloso a chi vuoi passarlo, ma non vi esiste alcuna sorgente.
Cannatello dall'arabo 'hayn «sorgente», « corso d'acqua » e atnal « torbido», «verdastro», «grigio o tendente al nero». Nella detta contrada esiste il torrente, ma le sue acque non presentano questi ca­ratteri. Per tali ragioni io credo che sia vera I' etimologia, secondo la quale lungo il detto torrente crescono spontaneamente canne di piccola dimensione, che formano piccoli canneti, detti canniteli!.
Faruzzi, diminuitivo di Fari, dall' arabo faùar « sorgente ». Questa esiste nella detta contrada e quindi può spiegare 1' etimologia del nome. Ma Faruzzi potrebbe anche essere un diminuitivo di faura « falda », poiché la contrada è poca estesa e si trova alla base di una collina. La trasformazione del dittongo au in a è assai frequente nel dialetto siciliano.
Oltre ai detti nomi, gli arabi ne lasciarono altri, che non sono arrivati fino a noi, poiché le parole sono come le. monete, che col tempo si logorano e si consumano. 2
(1) Nel 1927 il feudo Gasena fu venduto a piccoli lotti agli abitanti di Ciminna.
(2) L
a raccolta di tutte l'etimologie toponomastiche di fonte araba in Sicilia è stata fatta dal detto Calvaruso, insieme col P. Gabriele Maria Aleppo, nel!' opera : Le fonti Arabichc nel dialetto siciliano.